Alcune indicazioni sul “cosa fare” quando si adotta un cane

Il cane è un animale sociale, vive cioè in gruppo, stabilendo un ordine gerarchico con i propri simili, ma anche con l’uomo. E’ necessario quindi creare un tipo di interazione uomo-animale che permetta al cane di esprimere i propri normali comportamenti ed all’uomo di fare acquisire al cane comportamenti che nel mondo canino non sono utili, mentre diventano indispensabili per il nuovo cammino di vita insieme.
Naturalmente, per poter insegnare al cane comportamenti utili all’uomo, quali ad esempio il rispondere al richiamo, il sedersi ecc, è necessario che l’uomo sia a conoscenza di quali sono i sistemi di comunicazione e di comportamento del cane e di come lo stesso interpreta i diversi atteggiamenti dell’uomo, spesso espressi inconsapevolmente.
La famiglia che decide di adottare un cane deve essere consapevole che l’educazione dell’animale rappresenta un impegno da non sottovalutare. Le regole devono essere chiare, costanti e condivise da tutti i membri della famiglia.

I sistemi di comunicazione del cane avvengono attraverso quattro vie sensoriali:

    l’olfatto, per mezzo del quale vengono riconosciuti odori chimici ed “odori sociali”, quali ad esempio l’odore della casa in cui vive l’animale, dei singoli individui della famiglia ed altri, che sono importanti nel rapporto con l’uomo;
–    la vista, attraverso la quale il cane imparerà a conoscere i segnali mimici e posturali che ogni componente della famiglia adotta in determinate situazioni e che esprimono degli stati emozionali; adottare una postura con il busto inclinato in avanti verso il cane, indica una posizione da dominante, tale postura, associata allo sguardo fisso sulla schiena, è utile quando gli si vuole dare il comando “seduto”.
     La velocità degli spostamenti è importante, ad esempio uno spostamento veloce può essere inteso dal cane come un segnale di aggressione e causare situazioni di stress ed ansia in animali particolarmente timidi o sottomessi, mentre una velocità media e costante è interpretata come un atteggiamento neutro.
     Anche la traiettoria dello spostamento ha il suo valore di comunicazione; andare direttamente in direzione della testa o del fianco è un comportamento da individuo dominante, mentre avvicinarsi dalla coda è interpretato dal cane come comportamento da individuo gerarchicamente inferiore.
     Sarebbe utile comunque, soprattutto con cani che non si conoscono, quando ci si avvicina, stare sempre nel campo visivo dell’animale ed utilizzare un tono della voce calmo e dolce, di modo che lo stesso non reagisca in modo aggressivo semplicemente perché si è spaventato.
     È importante insegnare tali metodi di approccio ai bambini, soprattutto se piccoli, onde evitare reazioni di aggressione da parte del cane;
–    l’udito, consente la comunicazione tramite vocalizzi che indicano stati emotivi diversi; il tono umano della voce è riconosciuto dal cane attraverso esperienze precedenti per cui il tono arrabbiato, il tono dolce, calmo, rilassato, hanno effetti diversi sulle risposte dell’animale; l’uso di parole semplici o monosillabiche, come ad esempio “seduto” invece di “ stai seduto lì”, associate sempre a delle gestualità come descritto precedentemente, favoriscono una comunicazione più chiara.
     Per ogni comando, bisogna utilizzare sempre la stessa parola, mai sostituirla con altre o comporre delle frasi, altrimenti il cane non comprende. La stessa parola associata ad un comando deve essere usata da tutti i membri della famiglia. All’inizio, oltre alla gestualità si potrebbe associare anche un condizionamento positivo, come ad esempio il biscotto o del cibo che al cane risulti particolarmente appetibile, oppure anche una carezza: lo si gratifica per aver fatto una cosa a lui richiesta.
–    la comunicazione tattile: l’animale comunicherà con l’uomo attraverso la ricerca del contatto in diversi modi, come la ricerca delle coccole, oppure l’invito al gioco. L’uomo da parte sua attraverso il contatto esprime forme di comunicazioni molto importanti per l’animale. Ad esempio, le interazioni positive (carezze) sono fondamentali per gratificare l’animale che ha risposto ad un comando mentre le  interazioni di tipo negativo (uso della violenza) sono generalmente sconsigliabili, in quanto spesso è sufficiente utilizzare il tono della voce o la postura del corpo per far capire all’animale ciò che si vuole ottenere.
     Inoltre se le interazioni negative vengono applicate in modo sbagliato o in situazioni non chiare per l’animale, creano nello stesso uno stato di confusione ed ansia oltre ad un’indelebile esperienza negativa che spesso è difficile da recuperare.
     Un classico esempio è quando il cane non risponde al richiamo, per cui se ne va tranquillamente ad annusare un territorio, magari a lui sconosciuto, ignorando completamente i continui richiami del padrone, il quale inizia a perdere la pazienza. Quando il cane ha finito di esplorare la zona (sta attuando quindi un suo normale comportamento di esplorazione) se ne torna dal padrone, il quale reagisce sgridando e magari picchiando il cane.
     Questo è un modo errato di comunicare con il proprio cane. Il messaggio che il cane recepisce è: io torno perché il mio padrone mi chiama e lui mi picchia. Se la cosa si ripete, il cane risponderà sempre più difficilmente al richiamo in quanto, andando verso di lui, riceve delle interazioni negative.
     Bisogna ricordarsi che il cane ha una capacità di associazione agli eventi immediata, per cui collega la reazione del padrone a quello che ha fatto immediatamente prima, non all’azione svolta anche solo cinque minuti prima. Nel caso precedente quindi l’animale associa l’interazione negativa al fatto che ha risposto al richiamo.
     E’ necessario avere tantissima pazienza; se a più richiami il cane non risponde, provate a ignorarlo, gli voltate le spalle ed andate nella direzione opposta. Non fate associare al cane il richiamo con la fine della passeggiata, potete chiamarlo e, quando vi risponde, ricominciare a giocare con lui. Diventerà più facile alla fine farvi ascoltare.

Consigli

Quando si adotta un cane, bisogna utilizzare alcuni piccoli accorgimenti da subito, in modo che all’animale venga data la possibilità di comprendere nel breve periodo quali sono le nuove regole della convivenza. In questo periodo iniziale, è fondamentale che partecipino tutti i componenti della famiglia, compresi i bambini. Tutta la famiglia deve usare il medesimo sistema di comunicazione. Ad esempio utilizzare le stesse parole che indicano un’azione che il cane deve compiere, oppure se non può salire sul divano, non lo può fare con nessun componente della famiglia.
–    Date al cane un luogo, che sia cuccia o coperta, in cui lui e solo lui possa rifugiarsi o dormire. E’ importante che tale luogo sia a disposizione solo del cane, che sia il suo territorio, in cui rifugiarsi ad es. quando lo si sgrida o quando vuole stare tranquillo. Quando lo rimproverate e lo mandate in questo luogo, smettete di sgridarlo: la cuccia deve essere un posto di rifugio e di tranquillità. E’ importante che insegniate anche ai vostri figli, soprattutto se piccoli, a non disturbare il cane quando si trova nella cuccia, potrebbe reagire mordendo.
–    Insegnategli a non fare pipì in casa. Prima di tutto, bisogna abituare il cane ad uscire almeno 3 volte al giorno, la mattina appena sveglio e preferibilmente subito dopo i pasti. Quando uscite con il cane, soprattutto nei primi giorni di inserimento in famiglia, ogni volta che fa i suoi bisogni manifestategli interazioni positive sia vocali che con carezze. Se il cane fa la pipì in casa sotto i vostri occhi, sgridatelo immediatamente (senza esagerare) con un secco “no”, lo portate fuori subito e quando fa i suoi bisogni, lo gratificate con un “bravo” e con carezze.
     Se doveste trovare delle deiezioni in casa non attuate la pratica diffusa di inserire il muso del cane nei propri escrementi: non serve a nulla, in quanto i cani comunicano anche annusando le urine e le feci dei propri simili e tale atteggiamento umano non viene interpretato dal cane come un rimprovero.
     Non dite nulla, pulite, possibilmente senza farvi vedere dal cane e con prodotti blandi che non abbiano odori forti che altro non fanno che marcare la zona dove sono stati deposti gli escrementi (la candeggina è quindi sconsigliata).
     Altra cosa da non fare è quella di mettere a disposizione del cane, per l’eliminazione delle deiezioni, un foglio di giornale o una traversina. Così facendo create una zona di eliminazione all’interno della casa.
–   La somministrazione del cibo: è preferibile dargli da mangiare ad orari regolari e sempre nello stesso posto evitando di lasciare la ciotola piena a sua disposizione per tutta la giornata. Evitare il più possibile di allungargli del cibo da tavola, durante i nostri pasti il cane dovrebbe restare tranquillo nella sua cuccia. Questo sia per una questione di educazione (immaginiamoci al ristorante con un cane che gira intorno al nostro tavolo chiedendo del cibo…) sia perché la nostra cucina non gli fa assolutamente bene.
Le indicazioni sopra riportate hanno uno scopo di tipo generale, con questo breve vademecum l’Associazione Compagni di Strada intende fornire ad ogni persona che adotta un cane al canile di Desenzano gli strumenti base atti a facilitare i rapporti uomo-cane e ad affrontare al meglio tale meravigliosa esperienza.
L’Associazione è disponibile ad intervenire anche con il supporto di professionisti del settore al fine di evitare l’insorgenza di situazioni che nel lungo periodo possono dare origine a veri e propri problemi comportamentali. Ogni animale deve essere valutato comunque nell’ambiente in cui vive, secondo il suo carattere e le esperienze che ha vissuto.
La famiglia che decide di adottare un cane deve essere consapevole che l’educazione dell’animale rappresenta un impegno da non sottovalutare. Le regole devono essere chiare, costanti e condivise da tutti i membri della famiglia.